lunedì 15 novembre 2010

Papa: urgente cambiare gli stili di vita (della serie meglio tardi che mai)


CITTA' DEL VATICANO

La ''tentazione per le economie piu' dinamiche'', nella economia della crisi, e' ''ricorrere ad alleanze vantaggiose'' ma ''gravose per gli Stati piu' poveri'', con prolungamento di ''situazioni di poverta' estrema di masse di uomini'' e prosciugamento delle ''risorse natuali''. Lo denuncia il Papa all'Angelus, appellandosi ai paesi ''di antica industrializzazione'' ad abbandonare ''stili di vita improntati a un consumo insostenibile'', ''dannosi per l'ambiente e per i poveri''.
Occorre puntare, allora, in modo veramente concertato, su un nuovo equilibro tra agricoltura, industria e servizi, perché lo sviluppo sia sostenibile, a nessuno manchino il pane e il lavoro, e l'aria, l'acqua e le altre risorse primarie siano preservate come beni universali (. E' fondamentale per questo coltivare e diffondere una chiara consapevolezza etica, all'altezza delle sfide più complesse del tempo presente; educarsi tutti ad un consumo più saggio e responsabile; promuovere la responsabilità personale insieme con la dimensione sociale delle attività rurali, fondate su valori perenni, quali l'accoglienza, la solidarietà, la condivisione della fatica nel lavoro. Non pochi giovani hanno già scelto questa strada; anche diversi laureati tornano a dedicarsi all'impresa agricola, sentendo di rispondere così non solo ad un bisogno personale e familiare, ma anche ad un segno dei tempi, ad una sensibilità concreta per il bene comune".
E' "decisivo" un "rilancio strategico dell'agricoltura", contro la disoccupazione e contro gli eccessi della "industrializzazione". Lo chiede il Papa all'Angelus, dopo il recente G20, invitando a "rivalutare l'agricoltura non in senso nostalgico ma come risorsa indispensabile per il futuro".
Dopo aver invitato a una revisione profonda dello sviluppo economico globale, sull'onda della crisi, Benedetto XVI ha ricordato che "In questo quadro, appare decisivo un rilancio strategico dell'agricoltura. Infatti, il processo di industrializzazione talvolta ha messo in ombra il settore agricolo, che, pur traendo a sua volta beneficio dalle conoscenze e dalle tecniche moderne, ha comunque perso di importanza, con notevoli conseguenze anche sul piano culturale. Mi pare il momento per un richiamo a rivalutare l'agricoltura non in senso nostalgico, ma come risorsa indispensabile per il futuro".
Il Papa chiede una ''revisione profonda del modello di sviluppo globale'' e con forza invita a ''prendere sul serio la 'crisi economica' di cui si e' occupato anche in questi giorni il G20. Serve lavoro, la cui ''importanza'' per l'umanita' non va mai dimenticata, e servono politiche contro la disoccupazione.
Appello del Papa per Haiti, che dopo il terremoto affronta il colera. "In questo momento, - ha detto Benedetto XVI durante l'Angelus - desidero rinnovare la mia vicinanza alle care popolazioni di Haiti, che, a causa del terribile terremoto del gennaio scorso, soffrono ora per una grave epidemia di colera". "Incoraggio - ha aggiunto - tutti coloro che si stanno prodigando per questa nuova emergenza e, mentre assicuro il mio particolare ricordo nella preghiera, faccio appello alla Comunità internazionale, affinché aiuti generosamente quelle popolazioni".

A partire da un brano di San Paolo letto oggi durante la messa il Papa ha ricordato "l'importanza del lavoro per la vita dell'uomo". "La crisi economica in atto, di cui si è trattato anche in questi giorni nella riunione del cosiddetto G20, - ha argomentato - va presa in tutta la sua serietà: essa ha numerose cause e manda un forte richiamo ad una revisione profonda del modello di sviluppo economico globale. E' un sintomo acuto che si è aggiunto ad altri ben più gravi e già ben conosciuti, quali il perdurare dello squilibrio tra ricchezza e povertà, lo scandalo della fame, l'emergenza ecologica e, ormai anch'esso generale, il problema della disoccupazione".

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