venerdì 7 novembre 2014

Un grazie di cuore agli Amministratori Pubblici della Provincia di Trento

Ringrazio di cuore i nostri amministratori provinciali che come veri padri di famiglia gestiscono i soldi provenienti dalle nostre tasse in "spese di rappresentanza". 
Poi ci vengono anche a raccontare che siamo in piena crisi, loro non mi pare visto che si portano a casa un importo netto complessivo mensile di circa 5.435 euro (fonte www.consiglio.provincia.tn.it/istituzione/i-consiglieri/Pages/trattamento-economico-dei-consiglieri.aspx) a cui vanno aggiunte le indennità di carica.
Sono pure costretti loro malgrado a tagliare (sempre ai soliti, per certi altri i soldi si trovano sempre), a introdurre ticket e altre balle le solite balle che ci raccontano ormai da una vita.

DI SEGUITO ESTRATTO DAL DOCUMENTO DELLA CORTE DEI CONTI.
VALUTATE VOI!!!





















lunedì 2 dicembre 2013

Dissesto idrogeologico provincia Trento

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/02/dissesto-idrogeologico-sei-milioni-di-italiani-vivono-in-zone-ad-alto-rischio/798132/

Volete sapere com’è la terra su cui poggiate i vostri piedi? 

Ecco: sono a rischio il 100 % dei comuni della provincia di Trento.

Qui i dati completi dell’Associazione Nazionale Bonifiche e del Consiglio Nazionale dei Geologi.








fonte "ilfattoquotidiano.it"

venerdì 22 novembre 2013

Alta velocità la nuova «mangiatoia» di Giorgio Viganò

Trentino quotidiano fondato nel 1945, martedì 19 NOVEMBRE 2013

Estratto:


La madre di tutte le bugie era stata presentata pubblicamente il 7 agosto 1991, con una cerimonia
che aveva visto la presenza del gotha dell’imprenditoria pubblica e privata del nostro
Paese. Raccontava che per la prima volta un’infrastruttura ferroviaria sarebbe stata realizzata
con il 60% dei costi coperti dal finanziamento privato. Il costo complessivo era quantificato
nell’equivalente di 14 miliardi di euro, mentre la sua completa realizzazione era
prevista al massimo entro il 1999. Costerà in realtà almeno 90 miliardi di euro e andrà bene
se sarà completamente realizzata entro il 2020” . Stiamo parlando del progetto Alta velocità
Torino-Napoli, da realizzarsi con la miracolosa formula della finanza di progetto
(project financing), che in effetti è riuscita a realizzare l’impossibile: non presto e a costi
minori; non presto e male; nemmenocattiva qualità e costi minori; ma il miracolo di
cattiva qualità, costi elevati e tempi infiniti! Il risultato straordinario è che in Italia il costo
medio al chilometro del progetto AV supera di cinque volte quello di Francia e Spagna.
Il risultato straordinario è che lo Stato ha speso 50 miliardi di euro per far risparmiare
un’ora di viaggio tra Milano e Roma a circa il 5% degli utenti del servizio ferroviario, mentre
per il 95% dei passeggeri che utilizzano tutti gli altri servizi qualità e orari sono peggiorati
in modo evidente. Di fatto siamo di fronte a una colossale truffa ai danni dello Stato e,
più ancora, dei suoi cittadini, consumata con la complicità di molti governi che si sono
succeduti negli ultimi decenni, un Parlamento addormentato, l’insaziabile appetito delle
grandi aziende italiane che hanno giocato la parte dei contraenti generali (general contractors)”.


Grazie Giorgio.

venerdì 31 maggio 2013

Trentino tagli alla scuola pubblica 11 milioni a quella privata


UIL SCUOLA DEL TRENTINO
INFORMATICONUIL

 
Si è svolto oggi, giovedì 30 maggio, il secondo incontro circa la possibilità di giungere ad un accordo contrattuale concernente misure di contenimento della spesa, relative al comparto Scuola dell’Infanzia, ATA – AE e Formazione Professionale. La UIL era presente con una delegazione della UIL FPL, per la Scuola dell’Infanzia e con una della UIL SCUOLA, per il comparto Ausiliario Tecnico e Amministrativo, nonché Assistenti Educatori.

L’intera proposta provinciale, già accennata in un precedente incontro, poggia sia su misure contrattuali, quali: economie sulle sezioni ridotte - interventi su servizio prolungamento orario - obbligo di certificazione malattia dal 1° giorno - introduzione di monte ore per supplenze [per la Scuola Infanzia] / riduzione dei fondi produttività e del Foreg pari al 15% [per tutto il comparto]; sia su misure extracontrattuali, quali: riduzione di organico (20 unità) / riduzione di extraorganico (20 unità) / altre misure di razionalizzazione del personale.

Con una unica voce la UIL, ricordando per bocca della Segretaria della FPL Silvia Bertola che è l’Organizzazione sindacale della Scuola con maggior rappresentatività, ha rigettato le proposte provinciali.

Quale l’autorevolezza di una Amministrazione a fine legislatura e quali impegni potrà mai prendere per il futuro? Per la UIL Scuola non si possono in nessun modo tagliare persone (organici), né le loro già ridottissime retribuzioni.

Come chiedere sacrifici a lavoratori che da anni hanno stipendi fermi, bloccate le progressioni economiche, ridotti gli organici e aumentati gli obblighi di lavoro? Quali i possibili interventi di riduzione dei fondi accessori, quando vi sono centinaia di colleghi che si vedono riconosciute flessibilità oraria – disponibilità – partecipazione a progetti di qualità attraverso l’attribuzione di 200 / 300 € l’anno?

Forse non sarebbe il caso di iniziare a snellire la macchina burocratica riducendo i compensi accessori di Dirigenti e Direttori di servizio? E che dire delle numerosissime società in house, ognuna di queste ben dotata di Amministratori suggeriti dalla politica?

La UIL Scuola, che assieme alla UIL FPL non intende certo continuare a trattare e confrontarsi con una spada di Damocle, una sorta di pistola puntata: quella del taglio degli organici e delle risorse, conferma la linea di condotta e le scelte già presentate nella trattativa per il personale docente della Scuola Pubblica. Se si taglia non si può nel contempo pretendere la stessa qualità del servizio, cercando di scaricare sul personale scolastico tutto, l’onere e il dovere di far funzionare la scuola, garantendone qualità.

Siamo disposti a tagliare, per l’anno scolastico 2013- 2014, i Fondi per la Formazione e il Fondo qualità, come misure congiunturali a fronte dell’impegno provinciale del mantenimento degli organici e di un congruo numero di immissioni in ruolo. Il mondo della politica dei partiti ha proprie responsabilità (la crisi non è venuta dal nulla). Queste non possono essere scaricate sulle parti sociali.

Sarà compito della prossima Amministrazione aprire un tavolo di confronto, uno spazio di dibattito con la collettività prima, con le Organizzazioni Sindacali poi, ragionando su standard di servizi sostenibili, viste le mutate condizioni economiche. Anche in Trentino.

Ancora una volta non dimentichiamo di far osservare come i finanziamenti che annualmente la Giunta provinciale versa nelle casse delle Scuole private paritarie sicuramente basterebbero a compensare l’entità dei tagli imposti alla Scuola Pubblica.
 
 

giovedì 30 maggio 2013

I numeri della catastrofe climatica dell’aumento di 4 gradi

Il Mediterraneo tra le aree più a rischio

[ 19 novembre 2012 ] fonte http://www.greenreport.it




Il rapporto "Turn Down the Heat  - Why a 4°C Warmer World Must be Avoided" reso noto dal Gruppo della Banca Mondiale presenta un quadro drammatico delle conseguenze climatiche, dirette ed indirette, dell'evoluzione dell'attuale trend delle emissioni di gas serra. Rachel Kyte, vice-presidente della World Bank responsabile per lo sviluppo sostenibile, spiega che « La Banca Mondiale ha chiesto al Potsdam Institute for Climate Impact Research  ed a Climate Analytics di realizzare un'analisi sommaria dei dati  più recenti delle scienze del clima, al fine di permetterci di comprendere meglio i possibili effetti di un aumento della temperatura globale di 4° C sui Paesi in via di sviluppo». Il quadro che ne viene fuori, come scriviamo anche in un'altra pagina di greenreport.it, è molto preoccupante ed arriva ad una settimana dall'inizio della 18esima Conferenza della Parti dell'United Nations framework convention on climate change (Unfccc) che si terrà a Doha, la capital del Qatar. Ecco le conclusioni a cui giunge Turn Down the Heat:

Le ondate di calore estremo che, in un mondo senza riscaldamento climatico, non dovrebbero avvenire che una volta ogni centinaio di anni, avverranno quasi ogni estate in molte regioni. La loro incidenza non sarà ripartita uniformemente. Gli aumenti di temperature più importanti dovrebbero esserci nelle aree terrestri e variare da 4 a 10 gradi centigradi. Dovremmo aspettarci degli aumenti di 6° C o più delle temperature mensili estive medie nella regione mediterranea, in Africa del Nord, nel Medio Oriente ed in alcune parti degli Stati Uniti d'America.

Innalzamento del Livello del mare. Entro il 2100 si assisterà verosimilmente ad un aumento da 0,5 ad 1 metro del livello medio dei mari e sono anche possibili livelli più elevati. Alcune delle città più vulnerabili a questo fenomeno sono situate in Mozambico, Madagascar, Messico, Venezuela, India, Bangladesh, Indonesia, Filippine e Vietnam. Le regioni più vulnerabili si trovano nelle zone tropicali, subtropicali e polari, dove molteplici impatti rischiano di addizionarsi. L'agricoltura, le risorse idriche, la salute umana, la biodiversità ed i servizi ecosistemici saranno verosimilmente gravemente colpiti. Queste ripercussioni potrebbero produrre vasti spostamenti di popolazioni, ridurre la sicurezza e perturbare i sistemi economici ed il commercio.

Il rapporto dice che i livelli del mare sono aumentati più velocemente negli ultimi due decenni rispetto al passato, e che questo aumento è stato visto in molte regioni tropicali del mondo. Un fenomeno è in parte dovuto allo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia e dell'Antartico, la rapida crescita delle aree di scioglimento osservata dagli anni '70  nei ghiacci  della Groenlandia è un chiaro esempio della sua crescente vulnerabilità. Nel settembre 2012 il ghiaccio marino artico ha raggiunto un minimo record e «Ci sono indicazioni che i più estesi scioglimenti degli ultimi 225 anni si siano verificati  negli ultimi dieci anni».

Molti piccolo Stati insulari rischiano di ritrovarsi nell'incapacità di assicurare la sopravvivenza della popolazione ed Erick Fernandes, co-responsabile del Global expert team on climate change adaptation, sottolinea: E' ancora presto ma è chiaro che alcuni dei piccoli Stati insulari e le comunità costiere devono cominciare a guardare duramente a queste opzioni. La necessità di adattarsi ai cambiamenti climatici aumenteranno quando la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi nel 2050».

L'acidificazione degli oceani. Le barriere coralline sono molto sensibile alle variazioni di temperatura dell'acqua e livelli di acidità. Il rapporto avverte che «Attualmente, si pensa che i livelli di riscaldamento raggiungeranno gli 1,4° C nel 2030, le barriere coralline potrebbero smettere di crescere. Questo sarebbe il risultato di oceani che diventano più acidi come risultato delle elevate concentrazioni di CO2. E con 2.4° C, le barriere coralline in diverse aree possono effettivamente iniziare a dissolversi. Questo può avere profonde conseguenze per le persone che dipendono da loro per cibo, reddito, turismo e protezione della fascia costiera.

Global warming. Secondo il rapporto della Banca Mondiale, «Il verdetto scientifico è senza appello: le attività umane sono responsabili del riscaldamento del pianeta e questo riscaldamento si sta già traducendo in cambiamenti osservabili. La temperatura  media globale non cessa di aumentare, supera attualmente di circa 0,8° C i livelli preindustriali». Benché un riscaldamento del pianeta di 0,8° C possa apparire insignificante, il rapporto sottolinea che «Un aumento da 0,8 a 2,0° C o più porrà dei rischi molto più importanti. Un aumento della temperatura media del pianeta di 4° C si avvicina a delle variazioni storiche conosciute. Sappiamo che un calo della temperatura media globale tra i 4,5 ed i 7° C è stato all'origine dell'ultima era glaciale, periodo durante il quale la maggior parte dell'Europa centrale e del nord degli Usa è stata ricoperta da una coltre di ghiaccio di diversi chilometri di spessore. Ora, cambiamenti climatici  attuali indotti dalle attività umane si misurano non su millenni ma su un secolo».

Ondate di calore. In un mondo più caldo di 4 gradi si moltiplicheranno le onde di calore estreme, nel 2080-2100 nel Mediterraneo le temperature a luglio dovrebbero arrivare a 35° C, circa 9° C in più della media del luglio più caldo previsto attualmente. Il luglio nel più caldo nel Sahara e nel Medio Oriente raggiungerà temperature fino a 45° C, 6-7° C superiori alle attuali.

Calo delle rese agricole.  4 gradi centigradi in più significheranno un calo delle rese agricole in tutto il mondo, con gravi rischi per la sicurezza alimentare futura. «Esperimenti sul campo hanno dimostrato che le colture sono molto sensibili a temperature superiori a determinate soglie» si legge nel rapporto  che cita uno studio che ha rilevato che, in condizioni di siccità senza piogge, ogni grado in più al giorno che superi la temperatura di 30 gradi riduce i rendimenti agricoli dell'1%. Secondo la Banca Mondiale le zone colpite dalla siccità aumenterebbero dal 15,4% del terreno agricolo globale odierno a circa il 44% entro il 2100. Le regioni più colpite nei prossimi 30 - 90 anni saranno probabilmente l'Africa meridionale, gli Usa, l'Europa meridionale e il Sud-Est asiatico. In Africa, il rapporto prevede che, con un aumento delle temperature di 5° C, il 35% del terreno agricolo diventerà scarsamente idoneo all'agricoltura.

I rischi per i servizi eco-sistemi agli esseri umani. Il  rapporto individua rischi gravi per le incidenze negative sulla disponibilità di acqua, in particolare nel nord e nell'est dell'Africa, in Medio Oriente e nell'Asia meridionale. «Bacini idrografici, come il Gange e il Nilo sono particolarmente vulnerabili. In Amazzonia, gli incendi boschivi potrebbe raddoppiare entro il 2050. Il mondo potrebbe perdere diversi habitat e specie con un 4° C di riscaldamento».

Impatti non lineari Mentre il global warming si avvia a superare  i 2° C, è sempre più forte il rischio che si inneschino elementi lineari di non ritorno. Gli esempi fatti dal rapporto includono la disintegrazione della calotta antartica occidentale che porterebbe ad un più rapido innalzamento del livello del mare, oppure un degrado su vasta scala dell'Amazzonia che colpirebbe drasticamente ecosistemi, fiumi, agricoltura, produzione di energia e mezzi di sussistenza. Questi fenomeni "locali" si andrebbero ad aggiungere nel XXI secolo al global warming che ha un impatto su interi continenti.

E' evidente che alla Cop 18 dell'Unfccc di Doha non ci si possono permettere altri fallimenti o rinvii e che l'attuale impegno non basta, nemmeno quello che la Banca Mondiale espone nel suo rapporto e che la vede coinvolta in iniziative in 130 Paesi per lottare contro il cambiamento climatico.

Nel 2011 la Banca Mondiale ha raddoppiato i fondi destinati alle misure di adattamento ed i Climate Investment che gestisce in 48 Paesi hanno raggiunto i 7,2 miliardi di dollari, permettendo di mobilitare 43 miliardi di dollari supplementari in investimenti nelle tecnologie pulite e per l'adattamento al cambiamento climatico, inoltre la World Bank partecipa sempre più frequentemente ai finanziamenti di progetti che aiutano i più vulnerabili ad uscire dalla povertà, a migliorare le capacità di resilienza al cambiamento climatico ed a ridurre le emissioni. Ma, di fronte al dramma ambientale, sociale, sanitario ed economico che il global warming rappresenta e che il rapporto "Turn Down the Heat  - Why a 4°C Warmer World Must be Avoided" presenta con spietata chiarezza, tutto questo rischia di diventare una goccia d'acqua nell'oceano che risale e che se non cambieremo politiche economiche, utilizzo delle risorse e stili di vita, rischia di diventare una tragedia planetaria senza ritorno per i nostri figli e per gli esseri che condivideranno con loro un pianeta più caldo. Come conclude il rapporto: «La previsione di 4° C di riscaldamento semplicemente non deve essere permesso che si verifichi, questo caldo deve essere respinto. Solo azioni internazionali cooperative possono farsì che questo accada».