Michele Buono e Piero Riccardi ci accompagnano in un viaggio paradossale sul nostro pianeta attraverso due inchieste parallele e convergenti.
Quali sono le conseguenze di una crescita incontrollata su un pianeta dalle risorse non infinite? I consumi di energia fossile crescono anno dopo anno insieme a gas serra e polveri sottili.
Ha senso un modello di sviluppo basato sulla crescita illimitata, in cui anche traffico, rifiuti e malattie fanno crescere il pil? È possibile ri-orientare l’economia e pensare a un nuovo modello di sviluppo che impieghi meno risorse e produca piú benessere? Se si rovescia la piramide i consumatori potrebbero diventare anche produttori e l’energia si consumerebbe e si scambierebbe.
Come con l’informazione in internet. Risultato? Le fonti di energia rinnovabile diventerebbero protagoniste e marginali le fossili.
Chi produce piú gas serra, responsabili dei cambiamenti climatici, trasporti o agricoltura? Se avete pensato trasporti siete in errore l’agricoltura e le attività connesse al cibo contribuiscono per il 30% ai gas serra totali prodotti da attività umane, i trasporti per il 13,1%.
La ragione potremmo forse trovarla tra i banchi dei supermercati e ipermercati che non si svuotano mai, dove l’enorme quotidiana montagna di cibo ha finito per somigliare sempre piú e solo a una merce.
Attorno al cibo infatti si gioca una partita decisiva, anche per la nostra salute e quella del pianeta. L’obesità, la malnutrizione, i pesticidi nel piatto o nei fiumi, quanto incidono in termini di costi sociali e ambientali? Un modello di agricoltura che inverta questa rotta, un cibo pulito e di qualità per tutti è possibile ma vuol dire ripensare il senso del cibo e questo chiama in causa anche noi che ogni giorno lo acquistiamo.
![]() | Due giornalisti di Report in viaggio tra i paradossi del pianeta globalizzato ISBN: 9788896085042 Prezzo € 13,50 |

Nessun commento:
Posta un commento
Qui puoi lasciare un tuo commento.
Ricordo che eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilita' di persone terze, non sono da attribuirsi alla redazione, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.